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AMS, 320 posti a rischio

print22 ottobre 2013 20:21
(AGR) “Dietro Alitalia ci sono tutta una serie di eccellenze che rischiano di scomparire. Ams è una di queste. Si tratta di uno dei fuori all’occhiello della nostra nazione. Un’azienda riconosciuta a livello mondiale che tutti ci invidiano, unica società in Italia a occuparsi dell’attività di manutenzione, revisione e riparazione di motori e componenti aeronautici Mro e aeroderivati, rimasta imbrigliate dalla crisi trasporto aereo e affossata da una serie di accordi non rispettati che ne stanno pregiudicando l’esistenza e prospettano l’ombra del fallimento. La cassintegrazione è stata già avviata: oggi i 320 dipendenti usufruiscono della cig per 15 giorni al mese. C’è il rischio che una società del genere sparisca: bisogna intervenire pesantemente e urgentemente. Il Comune di Fiumicino deve diventare parte in causa. È necessario che gli accordi del piano industriale condiviso e sottoscritto tra Alitalia Maintenance Systems e Alitalia CAI siglati a Palazzo Chigi nel 2010 vengano rispettati, permettendo così all’azienda di rilanciare il proprio fatturato e sopravvivere. Stessa cosa per il mancato impegno preso dalla Regione Lazio in tema di formazione e sviluppo. Bisogna fare di tutto per salvare un’azienda che rappresenta l’Italia nel mondo. Alitalia è soltanto la punta dell’iceberg di un sistema che oggi non funziona e bisogna rimodulare. Gli impatti occupazionali che rischiano di palesarsi sono inimmaginabili. Un boomerang che non possiamo permetterci. Le potenzialità di AMS vanno espresse pienamente e rafforzate con la creazione e il consolidamento di partnership locali e internazionali salvaguardando da un lato i circa 320 lavoratori e le loro famiglie, e dall'altro rimettendo in moto un volano dell’economia regionale e nazionale che sappia attirare investitori, risorse finanziarie e creare posti di lavoro”. Lo dichiara il capogruppo della lista civica Destinazione Futuro, Raffaello Biselli.Nata nel luglio del 2003 da una cessione di ramo d’azienda di Alitalia (Reparto Officina Motori) e con la partecipazione di Lufthansa Tecknik al 40%, dopo il fallimento della compagnia di bandiera , nel 2010 viene ceduta alla società Iniziativa Prima S.p.A con una quota del 66% , ad European Advanced Tecnology (Israel Aerospace Industries) al 19% e adAlitalia Cai SpA al 15%.La società con circa 320 dipendenti, si contraddistingue per l’elevato livello di competenze tecniche e qualità tecnologiche che si sono consolidate negli anni. Lavora in semiesclusiva per Alitalia CAI avendo sottoscritto un contratto di servizio per i motori della flotta di cui Alitalia Maintenance Systems è certificata.A causa della crisi e di accordi non rispettati nel luglio del 2013 la situazione debitoria è così grave che l’azionista di maggioranza, non avendo risorse economiche da investire, dichiara di portare i libri in Tribunale. Per evitare questo finale drammatico, i due azionisti di minoranza ricapitalizzano mettendo il necessario, non utile però per un rilancio e sviluppo dell’Azienda. A questo punto lo scenario degli azionisti muta: Iniziativa Prima SpA dal 66% scende al 23%; cede parte delle sue quote ad Alitalia CAI spa (sempre più preoccupata del destino dei suoi motori dentro le officine di AMS) che dal 15% passa al 38,5% e ad European Advanced Tecnology che dal 19% passa al 38,5%.

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