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REA: Conferenza di mobilitazione nazionale delle Radio e TV locali

“È in atto la rivoluzione copernicana delle Radiotivù locali del Made in Italy nel mondo con la piattaforma multimediale aggregativa Le 100 Radio & TV e un innovativo contratto di lavoro adeguato alle nuove tecnologie”

printDi :: 30 aprile 2023 12:28
REA: Conferenza di mobilitazione nazionale delle Radio e TV locali

REA: Conferenza di mobilitazione nazionale delle Radio e TV locali

REA: Conferenza di mobilitazione nazionale delle Radio e TV locali

REA: Conferenza di mobilitazione nazionale delle Radio e TV locali

(AGR) La storia c’insegna che dalle ceneri delle grandi crisi potrebbero nascere altrettanto grandi opportunità di rinascita. Occorre però saper cogliere l’attimo dell’opportunità che si presenta. La profonda crisi che attraversa il settore radiotelevisivo locale, per mano di leggi e leggine fatte ad arte dai potenti del mainstream dominante, può essere allievata dalla opportunità che offre la rivoluzione copernicana del digitale capace di restituirci nuovi spazi di libertà d’informazione e d’impresa attraverso la Rete dello streaming.

 
È il flusso streaming della Rete che induce i broadcaster a trovare, inventare, nuovi modelli comunicativi fino ad oggi impensabili come l’Hbbtv (Hybrid Broadcast Broadband TV) che consente d’implimentare la rete internet nel video dei televisori smart. Tale funzione la si trova semplicemente pigiando il tastino rosso del telecomando. È semplice. Bisogna solo abituarsi ad usarlo!!

È in quell’angolo in basso a sinistra del video che moltissime emittenti hanno potuto trovare spazio per farsi vedere in attesa di altre soluzioni tecnologiche più innovative ed economiche.

La REA, sempre attenta alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli organizzativi della comunicazione, oltre all’Hbbtv, ha rivolto lo sguardo al modello Hbbtv-I (Hybrid Broadcast Broadband TV - Internet) che, in pratica, consente di portare autonomamente sulla smart tv il proprio programma attraverso lo streaming senza passare dall’Operatore di Rete risparmiando in tal modo gli esosi costi d’affitto della capacità trasmissiva. Il successo però dei programmi trasmessi in streaming non è dietro l’angolo sia per il numero dei collegamenti che possono contenere gli slot IP (max 10.000) sia per farsi conoscere dall’utenza.

A superare tali spinosi limiti ci ha pensato la REA, l’associazione delle emittenti locali, con la costruzione di due innovative piattaforme aggregative: “Le 100 Radio Made in Italy” e “Le 100 TV Made in Italy” con il duplice scopo di offrire all’utenza una moltitudine di programmi pluralisti per concorrere a formare almeno due milioni di ascolti giornalieri tra radio e tv in “forma aggregata” in modo da catturare pubblicità locale e nazionale. Il modulo è semplice, molto pratico, visibile nei televisori, pc, smatphon mediante una APP e nelle autoradio accanto alla radio FM e al DAB. Le prove pratiche di utilizzo dei predetti moduli saranno effettuate nel corso della Conferenza , ma i programmi delle emittenti iscritte al network sono già visibili nel portale della REA www.reasat.eu/le-100-tv/ - www.reasat.eu/le-100-radio/

Dunque, la rivoluzione copernicana delle radio tv locali italiane del Made in Italy nel mondo è già in atto, ma intanto che si affermi le emittenti sono impegnate a sostenere ingenti spese di gestione dovute agli sproporzionati affitti della capacità trasmissiva del DVBT, al caro bollette della FM e ai costi del personale. A proposito del caro bollette la REA e Libersind Confsal ritengono che il settore, in base ai suoi 18.000 impianti di 108 MW di assorbimento, debba essere riconosciuto energivoro e, come tale, godere di tariffe agevolate come la grande utenza dell’industria.

Su tutta la problematica La REA ha richiamato il Governo e le forze politiche a fare la propria parte attraverso la riforma del DPR 146/17 mirata a una sana ed equa ripartizione dei contributi statali di competenza al “Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione”.
A tal riguardo è bene sapere che il DPR 146/17, detto il Regolamento, prevede inaccettabili requisiti di accesso ai relativi bandi di ammissione ai contributi, quali ad esempio i dati di ascolto Auditel notoriamente inattendibili sotto tutti i profili. Ma la parte più eclatante del Regolamento è che il 95% dell’80% del fondo è stato assegnato a 100 televisioni privilegiate che hanno potuto ben strutturarsi con i milionari contributi statali ricevuti negli anni dal 2016 al 2020 (800 milioni di euro) lasciando fallire le rimanenti 1.300 piccole e medie imprese.

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