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Amianto nelle navi della Marina: il Ministero della Difesa condannato a riconoscere un vitalizio alla figlia di un Sottufficiale

Dopo un lungo iter giudiziario alla donna verrà elargito un assegno mensile di 2000 euro e 360mila di arretrati per la morte del padre, morto di microcitoma all’età di 52 anni. Bonanni: il primo caso nel quale il Ministero nega il diritto dei benefici per le vittime del dovere ad un orfano minorenne

printDi :: 23 aprile 2024 13:29
Amianto nelle navi della Marina: il Ministero della Difesa condannato a riconoscere un vitalizio alla figlia di un Sottufficiale

(AGR) di Donatella Gimigliano

La Corte di Appello di Firenze ha condannato il Ministero della Difesa ad elargire lo speciale vitalizio ad A. V., orfana di un sottufficiale della Marina morto di microcitoma all’età di 52 anni per l’esposizione all’amianto, lasciando la moglie e due figli.

 
L’uomo, nato a Pisa, aveva prestato servizio per 32 anni nella Marina Militare, inizialmente come graduato di truppa e poi come sottufficiale fino al grado di aiutante. Nello svolgimento delle sue mansioni, l’uomo era stato esposto professionalmente a sua insaputa a diversi cancerogeni, incluse le sottilissime fibre di amianto, nonché a campi elettromagnetici e radiazioni ionizzanti. Giunto al pensionamento era stato privato della sorveglianza sanitaria, morendo a 52 anni per microcitoma, un tumore che colpisce i polmoni.

Dopo la sua morte i familiari, avuto contezza che le mansioni cui era stato adibito avevano causato fenomeni epidemici di cancro fra altri lavoratori, avevano richiesto alla Marina Militare il riconoscimento della dipendenza di causa di servizio e dello status “vittima del dovere”.

Nel 2017, la Difesa aveva chiesto al Ministero dell’Interno di inserire l’uomo nella graduatoria delle vittime del dovere. La figlia, nonostante all’epoca del decesso del padre avesse solo 14 anni, viene inspiegabilmente esclusa dal riconoscimento si rivolge all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. In primo grado il tribunale conferma l’esclusione della donna, oggi 38enne, dai benefici di previsti per i figli delle vittime. La sentenza di oggi le rende finalmente giustizia con il riconoscimento di un assegno vitalizio mensile pari a 2000 euro circa mensili, con gli arretrati di circa 360mila euro. "E' il primo caso nel quale il Ministero nega il diritto a un orfano minorenne e che costringe una persona che ha già subito una importante perdita ad adire le vie giudiziarie per il riconoscimento dei propri diritti" – sottolinea Bonanni, che aggiunge – “viste le alterne pronunce dei tribunali abbiamo istituito uno specifico servizio di assistenza legale per gli orfani delle vittime del dovere”.

Per le tutele dell’ONA si può chiamare il numero verde 800 034 294, oppure scrivere attraverso il sito https://www.osservatorioamianto.it

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